Il Piccolo Principe
PREMESSA

Il cantiere dei sogni è un laboratorio itinerante che trasforma i contesti in cui si va ad operare. La parola “cantiere” spiega come l’ambiente si trasformi in continuazione, dove possiamo trovare i materiali più svariati dalle bottiglie di plastica, contenitori per la frutta, bicchieri, posate: nulla viene scartato. In questo contesto i bambini possono scoprire l’inedito e l’imprevisto. L’atmosfera di gioco mette a proprio agio il bambino, che può creare con l’educatore, senza paura di essere giudicato, in quanto è il primo compagno di gioco pronto a sostenere l’operato del ragazzo.

Il materiale di recupero
Il materiale di recupero fa parte della categoria più ampia del materiale povero. Per materiale povero si intendono tutti quegli oggetti e materiali non costosi, facilmente reperibili nella quotidianità e che ben si adattano ad un uso ludico ed espressivo. Questi materiali possiedono un’altra importante caratteristica: non sono in genere oggetti da modellare ma da trasformare con una loro precisa identità. La manipolazione avviene quindi entrando in rapporto con la loro complessità (forma, colore, funzione), aspetto che fa di essi delle risorse da esplorare.

Fantasia e realtà
Per creare un rapporto con il reale il ragazzo non deve subirlo ma padroneggiarlo e modellarlo assimilandolo al suo mondo magico.

La creazione
Nell’esplorazione del materiale proposto si suggerisce al ragazzo di guardare l’oggetto o il materiale per scoprire in che modo può essere trasformato, come più ispira. Bisogna mettere in moto doti di astrazione, di vedere con occhi diversi un oggetto conosciuto e banale e soprattutto l’intuizione deve essere collettiva.

Il lettore viene invitato a mettersi un grembiule entrando nel laboratorio e lasciarsi andare alla creatività spontanea senza aver paura di mettersi in gioco. Questa spontaneità è un dono che ti permette di sentire e di vivere in modo più gioioso e libero la propria creatività, esprimendo senza inibizioni il proprio sé.

OBIETTIVO GENERALE DEL PROGETTO

“Il fare giocando come strategia di lavoro nell’approccio all’uso di materiale povero e di recupero”
Condizioni
Attraverso la proposizione di stimoli offrire provocazioni in grado di risvegliare le potenziali doti di immaginazione, fantasia, originalità, creatività presenti nel ragazzo

DEFINIZIONE DI OBIETTIVI SPECIFICI

Un’attività educativa passa attraverso esperienze che creano delle modificazioni nei campi dell’apprendimento o aree di sviluppo.
Area cognitiva: il sapere
Capacità di trovare soluzioni a nuovi problemi nell’adattamento del materiale povero.
Area affettivo – relazionale: saper essere
Nel rapporto con sé: far crescere l’autostima attraverso la valorizzazione dell’operato del ragazzo.
Nel rapporto con gli altri: stimolare il rapporto con i coetanei, lavorando in gruppi allargati e in sottogruppi.
Nel rapporto con l’ambiente: “ il processo di acquisizione degli strumenti espressivi è strettamente legato alle esperienze che è possibile effettuare nell’ambiente circostante” [Piaget]. Per ambiente circostante si intende quel complesso di oggetti, persone, eventi con cui il ragazzo viene in contatto. Più l’ambiente circostante è stimolante più le esperienze vissute dal si fanno produttive, promuovendo lo sviluppo e l’acquisizione di capacità creative ed espressive.
Area psicomotoria: saper fare
E’ occasione di sviluppo di questa area in quanto nel creare si richiede l’intervento dei centri superiori di associazione, favorisce lo sviluppo intellettuale, l’immaginazione, la memoria e il senso spaziale. Infatti più che le mani si rende attivi la mente e il cuore in quanto è impegnato in una serie di processi sul piano biologico, percettivo, affettivo, intellettivo e sociale.

ATTIVITÀ

Il laboratorio segue il filo di una storia o un tema sulla base del quale si costruisce uno "story-board" che include tutto il percorso progettuale e attuativo per lo sviluppo del progetto.Questo prevede uno spettacolo con animazione ,supportata da una proiezione di video .Si creano microstrutture, scenografie, costumi, che saranno riprese con la telecamera per poi trasformarli come sfondo per lo spettacolo.Questo percorso è in continua evoluzione e mutamento in quanto è strettamente legato alle performance dei ragazzi che partecipano. In questo modo si ha la possibilità di creare situazioni ,sfondi ,azioni estremamente varie ma legate alla traccia della storia .

METODOLOGIA: gioco, manualità e creatività
Come ha scritto Baden Powel “il gioco è il primo grande educatore e se il ‘fare’ costituisce un aspirazione insopprimibile per il ragazzo il ‘fare giocando’ rappresenta una sintesi naturale di impareggiabile potere formativo in quanto risponde esaurientemente alle esigenze dei ragazzi che devono e vogliono crescere, maturare e diventare adulti, conquistando la loro autonomia e affermando la loro personalità.”
Questo concetto è fondamentale nell’attuazione del laboratorio, nel quale prevale "il fare giocando" come strategia di lavoro, in quanto si ritiene che fornisca la possibilità di esprimersi liberamente, senza aver paura di sbagliare e di essere giudicato. E’ essenziale offrire provocazioni in grado di risvegliare le potenziali doti di immaginazione, fantasia, originalità, creatività presenti nel bambino. La creatività si estrinseca e si svilupperà in maniera crescente, manifestandosi nelle idee, nelle forme e nei colori, nell’originalità delle soluzioni e delle rifiniture come indicatori delle autonomie conquistate da una personalità che si delinea sempre più come unica inconfondibile e irripetibile.
Il gioco è la componente animatrice dell’attività manuali creative, non intese come "lavoro" ma vissute con spirito ludico. L’attività ludico manuale creativa è indubbiamente più stimolante se si utilizza del materiale grezzo non strutturato ed eterogeneo adatto ad essere trasformato in altri oggetti finiti.
Ognuno è intento a creare e a produrre per sé e per gli altri, in quanto la considerazione del "l’ho fatto io", o "l’abbiamo fatto insieme" fa crescere l’autostima e valorizza anche le potenzialità del compagno con cui collabora. Nell’ideare e costruire insieme bisogna essere capaci di collaborare e rispettare gli altri. È importante una divisione dei compiti per assicurare che tutti abbiano un ruolo attivo, valorizzando le diverse attitudini: di progettazione, di abilità nel maneggiare gli strumenti, di decorazione. La riuscita del lavoro di gruppo mette in evidenza il valore positivo della cooperazione. Insieme si riesce a realizzare ciò che da soli non si può fare.

MEZZI E STRUMENTI
Vi è uno sforzo, una ricerca per stabilire rapporti approfonditi con la tecnica per scoprirne le possibilità in modo da trovare le soluzioni tecniche più adatte per quella creazione. Ogni mezzo possiede una sua particolare natura e pertanto viene a determinare rapporti positivi in una prospettiva evolutiva. Lo sforzo e la ricerca per trovare forme adeguate ai contenuti delle espressioni e alle caratteristiche fisiche del materiale diventano altrettanti stimoli nel corso del processo creativo.

Il progetto è stato realizzato a cura di Enrico Antolini