Il progetto è realizzato con il contributo di:

Progetto di ampliamento della struttura
di accoglienza di minori nella comunità familiare
“Il Piccolo Principe” Onlus di Bologna
L’Associazione di volontariato “Il Piccolo Principe” Onlus dal 1996 è impegnata in progetti di accoglienza di minori in difficoltà, su segnalazione dei Servizi Sociali e provvedimenti del Tribunale per i Minorenni, e di recupero delle famiglie di origine. Sorta come servizio di pronto intervento per risolvere situazioni di emergenza, la struttura si è successivamente trasformata in Comunità Familiare.
Dalla fine dell’anno 2005, il gruppo di lavoro dell’Associazione ha elaborato il progetto denominato “Nessuno resti solo”: proposta sperimentale rivolta ai ragazzi e alle ragazze ospiti della comunità che, trovandosi spesso ancora impreparati ad affrontare una successiva scolarizzazione o un inserimento lavorativo, necessitano di un percorso di accompagnamento nella complessa transizione tra la minore e la maggiore età.
Tale progetto pertanto accoglie i diciottenni, attualmente per un periodo di tre anni, per sostenerli nel raggiungimento di una condizione necessaria e sufficiente per iniziare il loro percorso di autonomia nel contesto sociale.
La realizzazione del progetto viene monitorata dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Bologna, istituzioni che hanno dimostrato grande interesse per la proposta e che sono interessate a valutarne la fattibilità, la riproducibilità come modello e il produttivo impiego delle risorse messe a disposizione.
La Comunità Familiare Il Piccolo Principe ha realizzato il progetto di accoglienza “Nessuno resti solo” anticipando l’impatto sociale prodotto della presenza di ragazze e ragazze figli di persone immigrate anche in tempi recenti e per le quali il processo di integrazione è tutto da costruire. La presenza sul territorio di minori e nuclei familiari di immigrati vede nella struttura residenziale la possibilità di avere un punto di riferimento, qualora tali minori e famiglie vivessero situazioni di disagio e di difficile integrazione nel contesto sociale.
È inoltre opportuno sottolineare la necessità di affrontare un doppio problema, dal punto di vista interculturale. I giovani stranieri, infatti, si trovano a dover risolvere il problema integrazione sia rispetto alla cultura autoctona del Paese che li accoglie, sia nei confronti dei propri famigliari i quali, essendo la prima generazione immigrata, rimangono ancorati alla cultura di origine.
Oltre agli ospiti italiani, ad oggi la nostra Comunità Famigliare ha ospitato un nucleo familiare brasiliano (madre e due figli), un ragazzo tunisino, un ragazzo jugoslavo, un ragazzo bulgaro, un ragazzo peruviano (a cui verrà assegnato da subito un posto nella nuova struttura), un ragazzo marocchino e un ragazzo cinese. Con il presente progetto, la nuova struttura è pronta ad accogliere le ragazze e i ragazzi stranieri che verranno inviati dal Tribunale e dai Servizi Sociali.
Obiettivi del progetto
Il percorso educativo elaborato per i ragazzi e le ragazze destinatari dell’intervento di aiuto, si caratterizza:
a) per il recupero di una dimensione quotidiana fatta di aspetti relazionali di rispetto reciproco fra gli ospiti che sono responsabili della gestione e della cura degli ambienti a loro dedicati;
b) per l’integrazione fra differenti culture di appartenenza attraverso un approccio che integra differenti risorse e strumenti, atti a valorizzare le particolarità intese come arricchimento reciproco e opportunità di crescita nella differenza;
c) per un’educazione alla legalità che parta dal riconoscimento del contesto territoriale, delle regole pratiche di convivenza interna e di quelle proprie del contesto sociale;
d) per l’orientamento verso scelte di scolarizzazione superiore o di inserimento lavorativo;
e) per l’offerta di ambienti e attività/laboratori finalizzati alla esplicitazione delle potenzialità individuali, alla percezione e valorizzazione del gruppo come dimensione creativa attraverso percorsi di studio della musica, di sviluppo di abilità manuali nella realizzazione di oggetti in ceramica e nella pittura, di apprendimento dell’uso dei moderni strumenti multimediali e la pratica dello sport. In queste attività viene insegnato a raggiungere gli obiettivi individuali grazie alla partecipazione ad attività di gruppo.
Modalità di azione
Recentemente è stata completata la ristrutturazione di un caseggiato, adiacente alla prima casa di accoglienza per minori, il quale include due appartamenti che possono ospitare complessivamente sei fra ragazze e ragazzi che vi risiederanno per un periodo massimo di tre anni e alla fine del quale dovrà essere stato completato il processo individuale di inserimento sociale.
La struttura presenta ambienti dedicati al progetto educativo presentato, e diversificati in:
a) una biblioteca con uno spazio per l’utilizzo di strumenti multimediali;
b) un laboratorio per l’avviamento alle attività artigianali di ceramica e pittura;
c) una sala per lo studio della musica;
d) un ampio spazio esterno in cui verrà realizzato un campo da calcio.
Queste strutture, oltre agli spazi liberi dedicati ad altre attività motorie, saranno fruibili anche a giovani non residenti nella Comunità Familiare.
Questo scambio con l’esterno è un momento fondamentale per il processo di integrazione dei ragazzi ospiti e per rafforzare, quanto più possibile, il processo di integrazione culturale dei ragazzi stranieri nella comunità locale. Ogni estate, inoltre, la struttura organizza almeno quattro eventi e feste a tema, proponendosi come polo ricreativo del territorio. Particolarmente seguite sono la festa thailandese e quella spagnola, completamente organizzate da persone originarie dei rispettivi Paesi, che hanno dato modo alle centinaia di invitati di gustare i piatti tipici e di conoscere balli e costumi tradizionali.
La nuova struttura, oltre agli spazi di accoglienza e di vita quotidiana delle ragazze e dei ragazzi, dispone di ambienti dedicati al lavoro relazione e ai percorsi psicopedagogici da svolgere assieme alle famiglie di origine degli ospiti.
Lo scopo di queste attività è quello di affrontare specifiche problematiche genitoriali affrontando, allo stesso tempo, la necessità urgente dell’integrazione fra culture familiari differenti che costituisce la premessa per l’inserimento dei giovani nel contesto sociale del nostro Paese che li accoglie con affetto come sui nuovi cittadini.
Monitoraggio dei risultati
Il personale impegnato nel progetto è responsabile della verifica del raggiungimento degli obiettivi, monitorando regolarmente:
a) la positiva integrazione fra gli ospiti e fra di questi con i coetanei non residenti nella Comunità Familiare;
b) il corretto e produttivo svolgimento del lavoro nei laboratori;
c) il successo nel recupero dei percorsi scolastici e dell’inserimento lavorativo;
d) la fattibilità e la tenuta di percorsi di sostegno e recupero delle relazioni familiari fra gli ospiti e il nucleo familiare di appartenenza;
e) il successo nei percorsi di integrazione culturale fra le ragazze e ragazzi italiani e immigrati e fra le loro rispettive famiglie, ove il contatto con queste sia possibile.
Attività in rete
La Comunità Familiare Il Piccolo Principe promuove la collaborazione con Enti Culturali, con le Istituzioni Locali e Nazionali, le Università italiane ed estere e con le altre associazioni di volontariato che si occupano di minori, italiani ed immigrati. Con questi, e altri soggetti istituzionali, la Comunità promuove momenti di confronto e studio periodici.
Dal 2003, ogni anno alcune studentesse dell’Università di Denver vengono in Italia per imparare la lingua e esiste una collaborazione con la nostra struttura che le ospita due giorni alla settimana per aiutarle nel loro intento. Esse ricambiano aiutando i ragazzi nell’apprendimento dell’inglese e dei costumi del loro Paese, mettendo in evidenza diversità ed uguaglianze e permettendo così agli ospiti della struttura di ampliare le loro conoscenze e sviluppare un adeguato spirito critico nei confronti della cultura angloamericana.
Vengono inoltre attivati tirocini e scambi culturali per diffondere buone prassi in tema di solidarietà. Molti studenti, italiani e stranieri, svolgono stage di apprendimento presso la struttura per imparare le attività di tipo educativo e relazionale messe in pratica con e per gli ospiti della nostra Comunità Familiare.