Il Piccolo Principe
COMUNITÀ FAMILIARE “IL PICCOLO PRINCIPE”

La struttura della comunità familiare si caratterizza per essere una grande casa di campagna alle porte di Bologna su due piani, con quattro camere da letto, una stanza per l’uso del PC e della TV, tre bagni, un ufficio, un’ampia cucina abitabile e un vasto spazio esterno utilizzato per attività sportive, con campo da basket, pista da ballo, da pattinaggio e per organizzare feste e ritrovi.

FINALITÀ
La comunità familiare ospita bambini e adolescenti. Le richieste di inserimento pervengono dai Servizi Sociali affidatari dei/delle minori, sia della zona di Bologna, sia della provincia e della Regione Emilia Romagna (in passato vi sono stati casi provenienti dal Lazio, dalla Calabria e dalla Campania).
La Comunità attualmente ospita sei minori come previsto dalla normativa vigente, di cui due femmine e quattro maschi. Le finalità principali degli interventi a favore dei/ delle minori sono:
a) offrire un servizio residenziale che accolga minorenni temporaneamente impossibilitati a permanere nel contesto familiare di origine;
b) attuare un progetto personalizzato di tipo educativo e terapeutico per ogni ospite, in collaborazione con i Servizi Sociali affidatari;
c) verificare, in collaborazione con i Servizi Sociali affidatari,la possibilità di un recupero del contesto familiare di origine per un eventuale reinserimento del minore;
d) laddove non fosse possibile un reinserimento nella famiglia di origine, attivare un progetto di aiuto per il minore, che provveda alle necessità di crescita e di cura affettive, educative, scolastiche e/o lavorative e sociali;
e) offrire attività laboratoriali, interne ed esterne alla struttura, finalizzate al riconoscimento ed esplicitazione delle potenzialità individuali, alla percezione e valorizzazione del gruppo come dimensione creativa.
f) perseguire un’azione di sensibilizzazione rivolta al territorio sulle problematiche relative alle situazioni di disagio minorile e ai percorsi affidatari
g) partecipazione attiva al tavolo tecnico provinciale, Piani di Zona, sulle tematiche del disagio minorile.

TIPOLOGIA DEGLI UTENTI
I minori attualmente inseriti in comunità sono sei, quattro maschi e due femmine e presentano disturbi della personalità, disturbi generalizzati dello sviluppo, iperattività, disturbi della sfera emozionale, disturbi di apprendimento. Tali minori provengono da contesti familiari caratterizzati da problematiche di dipendenza da sostanze, di abuso o sospetto abuso e dalla presenza di figure genitoriali con problematiche psichiatriche e con pendenze penali.

PRESA IN CARICO INDIVIDUALE E VITA COMUNITARIA
Dopo un periodo di osservazione del/della minore, della durata di circa un mese, dove viene verificata la fattibilità dell’inserimento, la presa in carico del/della minore avviene da un punto di vista educativo, attraverso una quotidianità, fatta di aspetti relazionali e di cure primarie vissuta in struttura , e sostegni di tipo psicologico, qualora se ne verificasse la necessità, condotti dai referenti dei Servizi Sociali.
La vita quotidiana in struttura recupera la normalità della scansione tempo-rale dei pasti, degli impegni scolastici e di studio, delle attività ricreative e sportive e un clima relazionale di collaborazione e condivisione.

INTERVENTI EDUCATIVI
In stretta collaborazione con i Servizi Sociali affidatari del/della minore, si concorda un progetto educativo e, qualora ve ne fosse la necessità, terapeutico (psicoterapia, psicomotricità, logopedia) che vede gli operatori della struttura impegnati all’accoglienza, all’accompagnamento e alle azioni di cura dei minori.
Sempre in collaborazione con i Servizi affidatari e con il Tribunale per i Minorenni (ai quali si forniscono periodiche relazioni di aggiornamento) si concordano le modalità di visita con le famiglie di origine e l’eventuale percorso di rientro (qualora possibile).
È inoltre presente all’interno della struttura personale qualificato per formare e sostenere gli operatori nel condurre i contatti con i famigliari.
Inoltre, i tecnici consulenti della struttura (psicologi psicoterapeuti, psicopedagogisti) hanno elaborato un progetto “Supporto alle famiglie dei minori” finalizzato a verificare la possibilità di recupero delle competenze genitoriali delle famiglie di origine che vivono la condizione di allontanamento dei propri figli.
In conseguenza di ciò, qualora le condizioni lo consentano e previo accordo con i Servizi Sociali, la struttura è aperta alle visite ed alla partecipazione dei genitori in particolari occasioni della vita sociale della Comunità, quali feste, cene, iniziative culturali organizzate da Il Piccolo Principe.
Per sostenere e facilitare l’inserimento dei minori nel contesto sociale e culturale e superare vissuti di emarginazione, vengono realizzate le seguenti attività :
Attività sportive nuoto, basket, pallavolo, skateboard svolte in Struttura e all’esterno attraverso la partecipazione dei minori a corsi scelti in base alle loro caratteristiche e ai gusti personali.
Riteniamo infatti che sia fondamentale per i ragazzi la partecipazione a gruppi sportivi esterni alla vita della comunità, con lo scopo di potenziare le loro autonomie, sostenere una integrazione con i coetanei che vivono altre realtà sociali e favorire il superamento di sentimenti di inadeguatezza, diversità, emarginazione dovuti alle condizioni vissute precedentemente e all’appartenenza alla struttura.
Attività musicali, in collaborazione con insegnanti esterni e volontari specializzati.
Si cerca di avvicinare i bambini/ragazzi alla musica per ampliare le loro conoscenze, per attivare e stimolare ulteriori canali espressivi .
La nostra Comunità ha da sempre dato molta importanza all’ausilio e alla conoscenza degli strumenti, sostenendone i costi.
Attività di conoscenza del territorio e viaggi.
Durante l’estate si organizzano gite brevi di un giorno per favorire la conoscenza della propria città e del territorio regionale, con particolare attenzione alle tradizioni culturali, ai mestieri ed al patrimonio artistico. Ritenendo l’esperienza del viaggio fondamentale per l’iter formativo degli ospiti, ogni estate e, qualora possibile, anche d’inverno, tutti trascorrono periodi di vacanza al mare, in montagna o all’estero.
L’insieme di tali attività è finalizzato nel suo complesso a fornire esperienze diverse da quelle del passato, alleviare situazioni di disagio attraverso esperienze positive e gioiose.
Attività di teatro e ballo svolte da un operatore interno alla Struttura specializzato in animazione.
È previsto per i nostri ragazzi un percorso ludico ricreativo denominato “Il Piccolo Principe Show”, un piccolo cantiere dello spettacolo o meglio un tentativo da parte degli educatori di stimolare i ragazzi ad acquisire attraverso la conoscenza di varie discipline artistiche quali la danza, la musica, il canto e il teatro, una maggiore sicurezza di sé, migliorando il senso di autocontrollo, sviluppando la capacità di comprendere sentimenti, emozioni e stati d’animo propri e altrui, sviluppando anche la capacità di socializzazione, il senso di responsabilità e la collaborazione. Attraverso il racconto di una storia, le canzoni e la danza, i ragazzi hanno l’opportunità di conoscersi meglio, comprendere il proprio mondo interiore, i propri limiti e superarli, scoprire anche quelle potenzialità creative e quelle attitudini che spesso le situazioni di vita precedenti hanno limitato e compromesso.
Da due anni a questa parte i giovani del Piccolo Principe si esibiscono in pubblico con discreti risultati in vari contesti che riguardano le feste organizzate dalla stessa Associazione ma anche manifestazioni di solidarietà alle quali sono invitati.
Attività di laboratori manuali, svolti in Struttura da volontari.
Vengono fatti dei corsi di patchwork e di creazione di oggettistica attraverso il recupero di materiale riciclato. Tali laboratori si pongono come obiettivo quello di stimolare e potenziare le capacità creative ed artistiche dei ragazzi attraverso la manualità.
Altro obiettivo è quello di abituarli al rispetto dell’ambiente attraverso il riutilizzo del materiale recuperato. Grande attenzione viene data alla preparazione scolastica, dalla scelta della Scuola più adatta alle esigenze, individuali alla preparazione del materiale scolastico nonché al corretto svolgimento dei compiti e dello studio. La struttura è dotata anche di una fornita biblioteca e videoteca, grazie all’interessamento di “mecenati”, per consentire ai ragazzi un avvicinamento alle buone letture.

RAPPORTO CON LA FAMIGLIA DI ORIGINE
Qualora la progettualità sugli ospiti inseriti nelle due strutture preveda, in accordo con i Servizi Istituzionali referenti, l’opportunità e l’utilità di un rapporto con la famiglia di origine da gestire nelle strutture, vengono elaborate e monitorate modalità di incontro diretto o telefonico fra gli/le ospiti e i familiari e gli/le operatori e i familiari.

STRUMENTI DI PROGETTAZIONE, MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ
La progettualità e l'azione educativa degli operatori sui minori e maggiorenni è sostenuta, rielaborata e verificata in periodici incontri dedicati all'attività di supervisione, condotta da figure professionali quali psicologi, psicoterapeuti e psico-pedagogisti.
Tale attività si differenzia per essere:
supervisione sui casi: supervisione psico-pedagogica con scadenza settimanale che ha per oggetto gli interventi educativi sui/sulle ragazzi/e ospiti, gli aspetti relazionali del rapporto fra educatori e ospiti, coerenza tra azione educativa e progetto e tra tutte le diverse componenti, ragazzo/a, famiglia, equipe educativa, servizi sociali, che sono chiamati ad interagire.
La supervisione sui casi si avvale della conduzione di una psicologa psicoterapeuta che apporta approfondimenti su aspetti clinici laddove si presentino situazioni particolarmente gravi e di una psicopedagogista;
supervisione sull' equipe educativa: supervisione a scadenza mensile che ha per oggetto il vissuto degli educatori emerso dal rapporto con gli/le ospiti e con i colleghi.
Tali incontri di supervisione vengono condotti da uno psicologo psicoterapeuta.

COSTI DI GESTIONE
Per ogni ospite viene corrisposta una quota giornaliera da parte degli Enti che hanno dato in affido i ragazzi alla struttura. Purtroppo i pagamenti avvengono con ritardi di mesi, mentre le esigenze dei ragazzi sono quotidiane. Le quote corrisposte non sono sufficienti per poter assolvere a tutte le necessità. Alcune quote, quelle dei ragazzi che sono ospiti della struttura da molti anni, sono veramente irrisorie.
Queste rette oltre alle spese di gestione della casa, al mantenimento dei ragazzi, vengono impiegate per il personale che affianca giornalmente Angela nell’opera di cura degli stessi.
Secondo i termini di legge ogni Comunità Familiare deve infatti disporre di un operatore qualificato ogni tre minori, cosa che viene da noi rispettata, poiché riteniamo sia indispensabile per seguire meglio i ragazzi.
Possiamo continuare a mantenere in vita l’Associazione grazie alla generosità di benefattori privati che ci sostengono economicamente con congrue donazioni.