Il Piccolo Principe
Il progetto è realizzato con il contributo di:









PROGETTO INCONTRIAMO L’ARTE IN COLLABORAZIONE CON LA GALLERIA D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA
Gennaio/Giugno 2007

Cos’è un laboratorio didattico?
Quando si pensa ad un laboratorio, viene subito alla mente un luogo, uno spazio, ma esso è anche una scelta metodologica ed educativa: un conoscere attivo, non passiva ricezione ma azione. Il nodo saliente di un laboratorio didattico non è infatti rifare né copiare, ma ripercorrere e vivere l’oggetto di conoscenza, trasformarlo in un vissuto, coinvolgendo tutti i sensi, rendere cioè il bambino protagonista di un’esperienza estetica. Non solo la mente è chiamata in gioco, ma tutto il corpo nell’affascinante percorso di scoperta della realtà: vedere e guardare ciò che è attorno a noi, ma anche ripensarlo attraverso ciò che è dentro di noi; scoprire e conoscere il mondo, ma anche e soprattutto stupirsi e provare emozioni. L’arte, più di ogni altra disciplina, si presta come intermediario tra noi e ciò che ci circonda: in un’opera ci sono racchiuse la storia, le tradizioni e la cultura del tempo in cui è stata creata; osservarla è come aprire una finestra sul mondo. La crescita della conoscenza, in un laboratorio didattico, avanza parallelamente alla crescita interiore dell’individuo, poiché si tratta di un progetto e non di un programma finalizzato al raggiungimento di una meta rischiando talvolta la perdita della soggettività: lo scopo è infatti l’elaborazione-costruzione dell’identità personale, realizzare un lavoro che sia “testo dell’esserci”.
Il laboratorio ha inoltre lo scopo di stimolare l’immaginazione e la fantasia del bambino, attivare l’espressività corporea, esercitare la manualità e sviluppare le abilità plurisensoriali attraverso l’uso di materiali accuratamente scelti per le loro peculiari caratteristiche al tatto, all’olfatto, alla vista, all’udito, al gusto e per le loro capacità evocativo-espressive.

“SVOLGERE LA PROPRIA PELLE”: un viaggio alla scoperta del nostro “io”.
“SVOLGERE LA PROPRIA PELLE” è un percorso di osservazione, esplorazione e conoscenza di noi stessi e del nostro essere nel mondo: l’aspetto esteriore, le emozioni, i ricordi e il rapporto con tutto ciò che ci circonda costituiscono la nostra identità. Questo viaggio alla scoperta e alla conquista del nostro io si articola in quattro tappe, per poi concludersi con una mostra finale di tutti gli elaborati, testimonianze e tesoro della nostra crescita.

1. IL SEGNO

SCRITTURA
Introduzione generica sul segno con particolare attenzione al segno come strumento di comunicazione: la scrittura. Immagini:
- Poesia visiva (Vari tipi di calligrafia)
- Botto e Bruno, manifesti pubblicitari
- Graffiti
- Ideogrammi orientali
Laboratorio: “IN-SEGNA”
Scelta di una propria caratteristica per poi renderla sfruttando le capacità espressive della calligrafia e servendosi della tecnica del collage.

DISEGNO
Un’esplorazione attraverso le possibilità espressive del segno a partire da segni calibrati, pensati, dosati fino a quelli spontanei ed immediati.

Immagini:
- Esercizi di calligrafia orientali
- Disegni infantili
- Mirò (Autoritratto 1933-‘38)
- Kandinskij
- Burri
- “Fotocrepe”
- Hockey
- Giacometti

Laboratorio: “MISTI-LINEE”
- Esplorazione dello spazio a disposizione.
- Scelta (motivata) di una superficie e frottage della stessa.
- Presentazione della scelta e delle suggestioni ad essa legate.
- Ascolto della presentazione da parte delle operatrici, relativa alle capacità espressive dei diversi tipi di segno.
- Sovrapposizione di un segno al frottage, finalizzato alla resa della suggestione scelta.
- Presentazione finale dell’elaborato.

GESTO
Riflessione sul segno come diretta emanazione del corpo e del suo lasciar traccia nello spazio.

Immagini:
- Pollock
- Fontana
- Rainer

Laboratorio: “EMAN-AZIONE”
- Ascolto collettivo di vari brani musicali ed esercizi di gestualità e motricità
- Scelta personale e motivata di un brano musicale
- Riflessione su cosa quella musica ha suscitato e resa mimica dell’emozione stessa
- Fotografia dell’espressione-emozione.
- Sovrapposizione con un colore a scelta di un segno che accentui ed esalti l’espressione scelta.

2. IL CORPO

FORMA
Riflessione sulla fisicità del corpo, analizzato nel suo aspetto, nella sua composizione, anche anatomica, e nei vari modi di rappresentarlo.

Immagini:
- Leonardo (Studi anatomici)
- Policleto (Canone)
- Courbet

Laboratorio: “ANATOMIA PERSONALE”
Seduti in cerchio si osserva una delle due operatrici in posa e la si ritrae tenendo conto dei diversi punti di vista, senza altre indicazioni da parte delle operatrici. Esplorazione del corpo e dei rumori che esso produce, servendosi anche degli stetoscopi.
Stesi a terra, con un pennarello nero, si traccia la sagoma del proprio corpo e si completa la “mappa” indicando il peso, l’altezza, il colore degli occhi, dei capelli…
Scelto un frammento di corpo, si aggiunge alla sagoma uno studio sulla cromia della pelle, resa con del fondotinta. L’attenzione si concentra poi sui segni della pelle: nei, cicatrici, brufoli, caratteristiche di riconoscimento ed identità, e rossori, sudorazione e pelle d’oca, espressioni della propria emotività.
Ripetizione del lavoro di disegno dal vero e confronto con gli elaborati iniziali.

ORMA
Riflessione sul corpo non più come rappresentazione, bensì come presentazione soprattutto attraverso impronte e tracce lasciate nello spazio.
Traccia come affermazione d’identità.

Immagini:
- Klein
- Penone
- Boetti
- R. Long (“A line made by walking”)
- Goldsworthy
- F. Angeli
- Foto su impronte

Laboratorio: “QUESTIONE DI PELLE”
Scelta di una parte del corpo.
Realizzazione dell’impronta con il carbone ed il nastro adesivo da posizionare nella sagoma.

SFORMA
Il corpo può anche venire modificato, trasformato, deformato a seconda dell’emozione o dello stato d’animo che si vuole rendere.

Immagini:
- Bacon
- Schiele
- Wals

Laboratorio: “SCON-VOLTI”
Autoritratto allo specchio del proprio volto, senza guardare il foglio su cui si sta disegnando ed eventuale aggiunta di colore (steso con diverse modalità) finalizzato ad accentuare lo “sconvolgimento” emotivo.

INFORMA
Un percorso sul corpo per riconoscere le proprie “porte”, accesso privilegiato ai ricordi ed alla storia di ciascuno ed apertura, canale di uscita che permette la comunicazione con l’esterno.

Immagini:
- Sissi
- R. Rauschemberg

Laboratorio: “CIRCOLAZIONE”
Scelta di tre-quattro frammenti del proprio corpo, che rappresentino le proprie “porte”; per ciascuna porta si annotano le proprie riflessioni e suggestioni, integrandole con immagini ritagliate da giornali e riviste.

3. L’AMBIENTE

RICREARE
Riflessione sul desiderio di ricostruirsi il proprio nido, il proprio rifugio fatto a misura di sé stessi e del proprio corpo.

Immagini:
- E. Neto
- Sissi (Nidi)
- M. Merz
- Foto di tane di animali
- Foto di bachi da seta

Laboratorio: “RACCOLTA”
Ci si rannicchia a terra (dove sono stati precedentemente stesi fogli di carta da pacchi) in posizione fetale e si costruisce attorno al proprio corpo una sorta di nido, senza mai uscire da esso.

APPROPRIARSI
La camera da letto è l’equivalente del proprio “nido” all’interno della casa: un ambiente intimo, emanazione diretta della personalità di ciascuno.

Immagini:
- R. Magritte (Valori personali)
- T. Emin

Laboratorio: “COPERTA”
Considerazioni sulla camera da letto, un ambiente intimo, personale: l’emanazione diretta della propria personalità, ma anche luogo che accoglie i propri pensieri, le proprie emozioni, il proprio corpo.
Dalla camera da letto ci si concentra sul letto ed infine sulla coperta come rifugio indossabile.
Ad ognuno verrà consegnato un pezzo di fodera alto circa 1metro e largo circa 70 cm.
Scelta ed aggiunta alla coperta di un’emozione che viene rappresentata tramite un gesto e del colore steso con il pennello o con le dita.
Scelta ed aggiunta alla coperta di un oggetto d’affezione che verrà disegnato.
Scelta di un libro, una poesia oppure di un brano musicale cui si è particolarmente legati, che verranno rappresentate sulla coperta tramite la scrittura dei titoli o di parti di testo.
Scelta ed aggiunta alla coperta di un elemento “rubato”, ovvero un qualcosa appartenente all’ambiente esterno che si vuole comunque portare con sé, da rappresentare o presentare sulla coperta con una tecnica a libera scelta.

4. LA TRASFORMAZIONE

METAMORFOSI
Considerazioni e suggestioni riferite al concetto di istinto, di libertà e soprattutto di animalità. Riflessioni sul proprio lato animale, anche attraverso metafore e paragoni verbali (per esempio “Oggi mi sento forte ed aggressivo come un leone”).

Immagini:
- A. de Manincoor
- Wanda Wulz
- Jane Alexander
- Frida Kahlo

Laboratorio: “PANNI DI PELO”
Imitazione degli animali: l’andatura, le movenze, i versi… seguendo le suggestioni delle operatrici.
Creazione di uno o più elementi caratteristici dell’animale al quale ci si sente più affini.

TRA- SFORMAZIONE
Introduzione sul concetto di “maschera” come un qualcosa in aggiunta al corpo che cela, modifica, trasforma oppure, come nelle tribù africane, designa un ruolo sociale. Considerazioni sulla progressiva relegazione dell’utilizzo della maschera in ambienti puramente ludici e spettacolari, ma anche sulle crescenti “maschere quotidiane”, che vengono indossate tutti i giorni.
Riflessioni sulle modalità adottate dagli artisti nell’affrontare tale problematica.

Immagini:
- Ontani
- Orlan
- Modelli di Galliano
- Immagini di lottatori di Wrestling

Laboratorio: “NEI PANNI DI UN ALTRO”
Osservazione, confronto e discussione su conformismo ed anticonformismo.